Rischi e benefici del far dormire il bebè con mamma e papà
Quando il bebè dorme
con mamma e papà:
rischi e benefici
Crescerà viziato? O tutti dormiranno meglio? Ecco cosa ne pensano gli esperti
Quando si pensa alle mamme e ai papà che dividono il lettone con i lorobambini è una la critica espressa più di frequente: “Così non ve li toglierete mai più dal letto”. In realtà i rischi più significativi associati all'abitudine del far dormire i bimbi nello stesso letto dei genitori sarebbero altri. Non solo, dividere il letto con il bebè ha anche dei vantaggi.
Bambini viziati?
Le preoccupazioni di chi crede che consentire ai bimbi di dormire nel lettone dei genitori renderà difficoltoso farli spostare nel loro letto sarebbero smentite da uno studio pubblicato nel 2011 sulla rivista Pediatrics secondo cui passare la notte con mamma e papà tra 1 e 3 anni non avrebbe effetti negativi a lungo termine sul comportamento del bambino quando avrà 5 anni. Altri studi suggeriscono che questa abitudine aiuti a rinforzare il legame tra genitori e bebè. Come ha avuto occasione di spiegare la pediatra Susan Markel in un'intervista a Fox News “i bambini hanno un bisogno innato di essere toccati e abbracciati. Amano il contatto fisico ravvicinato giorno e notte, e questo tipo di connessione è essenziale per rispondere ai bisogni di caldo, conforto e sicurezza del bambino”.
I vantaggi potrebbero però essere anche altri, primo fra tutti la possibilità di allattare al seno riducendo il rischio di notti insonni. Studi sull'argomento hanno addirittura svelato che è più probabile che una mamma allatti al seno e continui a farlo più a lungo – con tutti i conseguenti benefici sia per la sua salute che per quelli di suo figlio – se dorme con il piccolo e anche l'Academy of Breastfeeding Medicine è favorevole alla condivisione del letto per allattare: in questo modo il bambino può mangiare anche durante la notte senza dover richiamare con urla e pianti l'attenzione della mamma, che dopo essersi messa nella posizione adatta può riprendere addirittura a dormire. “I loro cicli sonno-veglia si sincronizzano in modo che entrambi abbiano pochi risvegli e a baso stress durante la notte – ha spiegato all'Huffington Post Diana West, esperta dell'organizzazione non-profit La Leche Leage International – Probabilmente questo comportamento istintivo e benefico per entrambi spiega perché la ricerca ha mostrato che le neomamme che dormono di più sono quelle che allattano solo al seno e condividono il letto con il bambino”.
L'altra faccia della medaglia
D'altra parte alcuni esperti sostengono che i rischi della condivisione del letto, primo fra tutti quello della cosiddetta “morte in culla”, siano superiori rispetto ai suoi benefici. Uno studio dell'American Academy of Pediatrics ha infatti svelato che la causa principale di morte in culla è proprio l'abitudine di dormire nel lettone con i genitori che, ha ha spiegato a Medical News Today Michael Goodstein, docente di Pediatria alla Pennsylvania State University, “può aumentare il rischio di mangiare eccessivamente, di rirespirazione o di ostruzione delle vie respiratorie, di copertura della testa e di esposizione al fumo di tabacco. Per di più - ha aggiunto l'esperto - la condivisione di un letto non pensato per la sicurezza di un bambino lo espone a ulteriori rischi di traumi accidentali e decesso, ad esempio soffocamento, asfissia, intrappolamento, cadute e strangolamento. I bimbi, sopratutto quelli nei primi 3 mesi di vita e i nati prematuri o sottopeso, sono a maggior rischio, probabilmente perché capacità motorie e forza muscolare immature rendono difficoltoso scampare a possibili pericoli”.
La scelta migliore
Alla luce di tutto ciò, secondo gli esperti non c'è una regola d'oro da seguire: tutto dipende dalla soluzione che risponde meglio alle esigenze di genitori e figli. Ciò che conta è essere sempre consapevoli dei possibili rischi e benefici di ciascuna scelta e comportarsi in modo da ridurre al minimo i rischi per la salute del piccolo.