Febbre nei bambini

06.12.2014 12:10

La febbre è uno dei sintomi più comuni di un’infezione ma allarma sempre un po’ i genitori. Come comportarsi? Cercare di abbassare la temperatura a tutti i costi o lasciare che ‘sfoghi’ da sola? Quali gli accorgimenti o i farmaci giusti per alleviare i fastidi del piccolo? I consigli dell'esperto.

Che cos'è la febbre?

La febbre è un segno eloquente e, allo stesso tempo, un meccanismo di difesa benefico. Non è infatti la semplice spia di un’infezione da virus o da batteri in atto, ma anche il mezzo di cui l’organismo si serve per trasformarsi in un habitat inospitale per i microbi. Da un lato, dunque, ostacola la moltiplicazione degli agenti infettivi penetrati nell’organismo dall’altro stimola il sistema immunitario a sgominarli con particolare rapidità ed efficacia.

Da qui l’indicazione che non sia opportuno ricorrere ai farmaci sempre e comunque, fin dal primo accenno di febbre perché se trascurarla sarebbe sbagliato, lo sarebbe altrettanto agire subito per farla abbassare il prima possibile.

Che farmaci utilizzare?

 

La febbre dei bambini va controllata con le medicine solo quando è associata a sintomi fastidiosi. Il farmaco di prima scelta è il paracetamolo.

Gli antifebbrili

La febbre dei bambini va controllata con le medicine solo quando è associata a sintomi fastidiosi (per esempio, mal di testa).

Il criterio a cui attenersi non deve dunque tenere conto del valore della febbre fine a se stesso ma della condizione generale del piccolo. A un bambino che con 38, 5 °C di febbre gioca, è vivace, allegro, reattivo non vanno somministrati antifebbrili. Per contro può essere più che opportuno darli a un bambino con febbre a 38 °C che si lamenta e appare abbattuto.

Il paracetamolo o l’ibuprofene

Il farmaco di prima scelta per controllare la febbre dei bambini è il paracetamolo. La ragione è semplice: svolge efficacemente il suo compito e non espone al rischio di effetti indesiderati significativi. La dose da somministrare va calcolata in base al peso corporeo del bambino e non alla sua età anagrafica, quindi va personalizzata. E’ possibile dunque che per un bambino di due anni magrolino sia necessaria una dose di paracetamolo minore di quella da destinare a un bambino di un anno. Il paracetamolo andrebbe scelto in sciroppo. La somministrazione deve essere fatta usando sempre e solo il dosatore presente nella confezione. La formulazione in suppostine va presa in considerazione quando il bambino vomita o nel caso in cui per qualsiasi ragione non si riesca a fargli assumere la medicina per bocca. La supposta non va mai usata a metà e neppure dopo averne tolto un pezzettino: il dosaggio in questo modo finirebbe per essere sempre e comunque sbagliato a discapito dell’effetto che si vuole ottenere.

In alcuni casi i pediatri prescrivono, in alternativa al paracetamolo, l’ibuprofene. Questo principio attivo, a differenza del paracetamolo, non va somministrato nei primi mesi di vita. Associare i due farmaci è vietato. Controindicato nei bambini anche l’acido acetilsalicilico (aspirina) .

Non illudersi che gli antifebbrili prevengano la febbre (per esempio quella che può comparire in seguito alla vaccinazione) o le convulsioni febbrili: in ambedue i casi sono infatti inefficaci.

(Da Nostrofiglio.it)